Appunti di storia locale
Nella prima metà del 1300, nei decenni in cui Muxano si staccò da Boca e dette origine
a Maxoria, il territorio del Novarese era governato dai Visconti, in particolare
da Giovanni e poi da Galeazzo 11. GIOVANNI VISCONTI, figlio di Azzone e nipote di
Galeazzo 1 e di Beatrice d'Este,1 divenne Signore con il fratello Luchino nel 1339
e si mantenne al potere fino al 1354 (dal'49 solo).

Oltre alla carica politica rivestì
anche quella ecclesiastica divenendo vescovo di Novara nel 1331 e arcivescovo di
Milano nel 1342. A Novara gli succedette GUGLIELMO AMIDANO da Cremona, un frate
eremita agostiniano che si mostrò molto attivo nella stesura e divulgazione di sermoni,
nell'inchiesta sul patrimonio delle chiese della sua diocesi, nell'intervento di
ampliamento e restauro dei palazzi vescovili a Novara, Gozzano e soprattutto Orta.
A Orta l'autorità episcopale era rappresentata da un governatore castellano: l'Amidano
diede questa carica a Megliorino de' Gilandi; fece poi rinnovare ed abbellire la
basilica di S. Giulio, pare anche con contributo personale, dando l'incarico al
vescovo conte Guglielmo Tocchi.
Il potere locale nella zona del Borgomanerese era
gestito dai Tornielli anche se le cariche del Comune erano ancora vigenti (a Borgomanero
si alternavano più persone alla caricai di podestà). I Tornielli ghibellini, dopo
la sconfitta dei Brusati e dei Cavallazzi, erano amici ed al servizio dei Visconti.
Il capostipite dei Tornielli di Vergano fu Calcino; il figlio Olticino sposò Bonacossa
Rusconi ed ebbe Zaccarina e Calcino Pietro Il che non ebbe eredi.
In realtà il potere
si tramandò nel ramo del cadetto Robaldone, il cui figlio Antonio avrà una parte
significativa nelle vicende locali della metà del secolo. Altre famiglie altolocate
erano i Conti di Momo, i Marchesi di Romagnano, i Conti di Castello. 1354 il Novarese
viene ereditato da Galeazzo Il Visconti che lo divide in quattro squadre (Maxoria
= squadra Agogna), con i territori di Vercelli, Asti, Alessandria, Como e poi Parma
e Piacenza.
Sotto la sua signoria diventano importanti: PIETRO AZARIO, notaio non
di origine ma da tempo residente e ammogliato a Borgomanero, che svolge incarichi
giuridici ed anche organizzativi occupandosi di compagnie di ventura ed inoltre
cronista dei fatti del tempo e delle gesta dei Visconti; Giovanni Visconti di Oleggio
governatore a Bologna, Luchino, Giovanni, Gaudenzio e Lorenzo Savio di Novara che
svolgono uffici di notarìa e si occupano di bande mercenarie.
Galeazzo II, dal matrimonio
con Bona di Savoia, ebbe Gian Galeazzo che ereditò la signoria nel 1378 e Violante,
che nel 1348 sposò il Duca di Clarence con la benedizione del nuovo vescovo novarese
Oldrado fedele ai Visconti e successore dell'Amidano.
Galeazzo Il sul territorio
novarese impone pesanti tasse; avendo avuto il riconoscimento dell'imperatore Carlo
IV è molto potente e minaccioso. (Periodo infausto: 1347 peste; 1354 - '64 guerra
tra Galeazzo Il e Giovanni Il Paleologo Marchese del Monferrato interessano direttamente
Borgomanero e Romagnano quindi Maxoria).
Nel 1358 comunque Galeazzo Il riprende
il potere a Novara e nomina come vicario Emanuele da Monzano e come podestà Ottino
da Marliano. Il potere locale è sempre gestito dai Tornielli: Antonio di Robaldone,
Alberto di Robaldone, Alberto di Robaldone a Vergano; Ubertino Tornielli in Valsesia.
A Romagnano si distinguono Giovanni e Benedetto Caccia. A Novara i Brusati sono
da tempo stati rimessi alle cariche.
Con Gian Galeazzo i feudi verranno assegnati
a specifici signori: i nomi che sono Tornielli, Brusati, Barbavara, Avogrado, Caccia,
Bagliotti.
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